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Franco Pistono

[/split_line_heading][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” centered_text=”true” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]Ho deciso di parlare di un amico; lo chiamo così perché così “lo sento”, pur avendolo visto solo tre volte in vita mia, e sentito altrettante.

Lui mi piace perché è brillante, simpatico, coinvolgente, divertente… e preparato. Inoltre le nostre passioni si intrecciano: una su tutte, la tutela dell’ambiente.

Si chiama Giovanni De Feo ed è professore associato di ingegneria sanitaria-ambientale; insegna ecologia industriale e ingegneria gestionale presso l’Università degli Studi di Salerno.

Dove e quando l’ho conosciuto? Tre anni fa, a Casale Monferrato, in occasione del Premio Luisa Minazzi, ambientalista dell’anno, che peraltro ha vinto.

Ci siamo incontrati in una libreria, dove stavo presentando un mio libro, nell’ambito del Festival della virtù civica associato al Premio. Subito mi ha colpito per carisma e apertura: è entrato, ci siamo sorrisi e, in tre minuti, stavamo già chiacchierando davanti ai presenti in sala e, poco dopo, cantando, complice una chitarra che mi ero portato.

Sì, perché Giovanni canta pure per insegnare educazione alla sostenibilità, proprio come piace fare a me… e non è un vezzo, perché la musica “muove” le anime di grandi e piccini come nulla al mondo.

La differenza tra noi è tuttavia di sostanza: io sono un umanista fatto e finito, lui è ingegnere, e lì secondo me sta la (gradevolissima) stranezza.

Nulla in lui ha una “gravità” tecnica, aulica, monolitica, anzi l’esatto contrario! Proprio questo, a mio dire, sancisce la completezza della persona e l’efficacia della sua azione educativa, anche con i più piccini.

E qui arriviamo a Greenopoli, un metodo che Giovanni ha inventato per giocare alla sostenibilità; parole chiave di questo mondo sono “condivisione e sostenibilità”.

Ho un desiderio: ritrovarlo in un seminario, a un evento, e potere intrattenere insieme i bimbi, divertendoci a raccontare il futuro più bello che sia possibile immaginare, intonandolo.

Scrisse Gianni Rodari: ”Con le storie e i procedimenti fantastici per produrle, noi aiutiamo i bambini a entrare nella realtà dalla finestra, anziché dalla porta: è più divertente, dunque più utile”.

Se ami ciò che fai, ti resta dentro, mette radici e poi frutti.

La strada verso la sostenibilità certamente passa dalle emozioni, e il gioco, l’allegria, la leggerezza, la musica e altre piacevolezze, possono rivelarsi arti magiche, guidandoci verso il futuro che tutti aspettiamo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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