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Caterina Nonne

[/split_line_heading][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” centered_text=”true” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]Non avevo mai notato, pur vivendo in questa casa da sempre, un grosso raccoglitore sulla mensola, probabilmente più vecchio di me, con questa domanda stampata a caratteri cubitali. Sapevo della sua esistenza eppure in 17 anni non avevo mai pensato a cosa potesse significare. Oggi, per caso, una scritta fuori contesto, che si trova su quel raccoglitore chissà per quale ragione mi suscita una forte risposta: si. Il primo collegamento mentale che ho fatto è proprio la crisi climatica, di quanto si potrebbe fare se solo non fossimo così pigri, se solo cambiare non sembrasse così impossibile oppure insensato agli occhi di molti. Forse caratterialmente sono una persona che quasi ha bisogno del cambiamento, che lo cerca. Ma in certi casi non è mica comodo, nemmeno per me. Si devono attuare due cambiamenti per salvare il pianeta: quello politico, tutti coloro che non hanno il coraggio e si ostinano a non cambiare. Mi fa arrabbiare ovviamente e spero che continuando a farci sentire verremo sempre più ascoltati. Però ora oltre a fare scioperi e votare con giudizio appena potrò ho poco potere rispetto a questo cambiamento che è essenziale che venga attuato. Poi c’è un altro importante cambiamento: quello dentro di noi. Secondo me la chiave è combattere la pigrizia che ci spinge a non cambiare abitudini, la popolazione si sta sensibilizzando ma dovrebbe essere ancora più sensibile e consapevole. Tutti noi abbiamo un impatto ambientale, è naturale che sia così, ma dobbiamo esserne consapevoli e ridurlo al minimo. Ho aperto gli occhi da quando ho visto un documentario che si chiama “Earthlings”, dopo averlo visto ho deciso di smettere di mangiare carne e pesce. La mia scelta è anche etica ed è un discorso per cui dovrei scrivere proprio un articolo a parte, ma da questa scelta ho iniziato ad avere una consapevolezza incredibile su quanto le scelte quotidiane, come appunto cosa mangiare, influiscono sull’ambiente. Le aziende agroalimentari producono più CO2 dell’industria del petrolio e noi solo riducendo il nostro consumo risparmiamo quantità enormi di CO2 e di acqua. Un’altra industria dannosissima è quella del fast fashion, ogni anno vengono prodotti con materiali scadenti, tinture inquinanti, sfruttamento dei lavoratori una quantità estremamente maggiore rispetto a quello che all’umanità realmente servirebbe. Ho scoperto il mondo dei vestiti usati e lo sto abbracciando con piacere. Anche se magari ci si mette un po’ di più a trovare un capo adatto a sé, perché no? E’ davvero così faticoso? Non è più importante provare a evitare che la nostra casa diventi totalmente invivibile?

Cambieresti? Senza fare per forza scelte radicali ed esclusive ma cercando di impegnarti in quella direzione. Vedo ancora troppe persone che non sono disposte. Ma non abbiamo più tempo per abituarci a questo cambiamento, sta avvenendo ora.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row]

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