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Alessandra Melucci

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Quello che ha suscitato il mio interesse è il forte contrasto dei messaggi di questi testi e vi sottopongo degli estratti per rendere l’idea:

“Il web, se fosse un Paese, sarebbe nella top 10 tra i Paesi più inquinanti della Terra. Il significato di questa affermazione risiede nella quantità di energia elettrica utilizzata per far funzionare gli apparecchi tecnologici e quindi, al rilascio di CO2 nell’aria. L’impatto ambientale del settore tecnologico è quindi considerato negativo e poco sostenibile. Il progetto Karma Metrix, il CESE (Comitato Economico Sociale Europeo) e gli ingegneri, autori del Manifesto di Karlskrona si battono affinché l’impatto ambientale negativo dovuto al settore tecnologico non diventi peggiore di quello che già è, anzi, spingono verso una digitalizzazione eco sostenibile, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente che ci circonda.”

“I milioni di chilometri di filamenti (fungini nota mia), detti ife, che collegano e mettono in rete tutte le forme di vita sotterranee, costituiscono una sorta di Internet di boschi e foreste, una rete mondiale che esiste da milioni di anni. (…) I tecnici della rete del bosco sono i funghi che con grande intelligenza, fanno correre i loro intrecci di filamenti attraverso il sottosuolo, ne verificano costantemente la struttura e la adattano alle diverse esigenze. Non appena il flusso di informazioni raggiunge il limite di portata, in un punto determinato, sviluppano filamenti paralleli. La sfida principale per i funghi è proprio realizzare la giusta portata: se sviluppano troppi filamenti di sicurezza, consumano troppa energia vitale, mentre se ne sviluppano troppo pochi, l’attività della rete risulta perlomeno disturbata. (…) Particolarmente interessante è il fatto che i filamenti superflui non vengano buttati via, ma riutilizzati fino all’ultimo brandello per nuove ife in altre parti della rete. Non esistono rifiuti o spazzatura costituiti da tratti non più necessari: economia circolare nel mondo della trasmissione di dati.” (Strategie della natura di Erwin Thoma. Edizioni Ambiente)

Ancora una volta pare che i nostri compagni di viaggio vegetali si siano saputi organizzare ottimamente grazie a una collaborazione in cui tutti partecipanti traggono vantaggio e le risorse vengono ottimizzate.

Rispetto all’impatto del web e della tecnologia più in generale, pare si stia traendo qualche insegnamento dalla lunga esperienza dei boschi. Il progetto KarmaMetrix propone un decalogo per la sostenibilità del web che invita per esempio, a eliminare dati inutili o inutilizzati, a chiudere finestre di dialogo non più necessarie per i lavori che abbiamo in corso, a ridurre all’essenziale la comunicazione favorendo il testo scritto rispetto a immagini o video, a ottimizzare lo spazio di archiviazione conservando solo ciò che è realmente utile.
E ancora dall’articolo si apprende che il CESE (Comitato Economico Sociale Europeo) richiede materiali sostenibili per la progettazione di hardware e la massima longevità di quest’ultimi, incentivando la possibilità di sostituire e riparare i componenti e quindi l’abbandono dell’obsolescenza programmata dei device “che invecchiano troppo velocemente diventando rifiuti inquinanti nel giro di pochi anni”.

Si tratta di un cambiamento di priorità rispetto all’impatto della rete che attraverso il limite dato dalla sostenibilità ambientale, mi sembra faccia riflettere sul senso del suo utilizzo, suggerendo un uso non pervasivo e dispersivo, ma circoscritto alla necessità di non poter fare altrimenti e finalizzato a un’effettiva utilità.

È difficile in questo momento pensare a una “giusta misura” nell’uso del digitale, una misura che sia giusta per l’intera comunità terrestre e non solo per le finalità della nostra specie. È infatti, in questi termini che “ragiona” la rete della vita e è per questo che il suo impatto sostiene e genera l’ambiente anziché degradarlo.

E come per la rete del bosco, ognuno può fare il suo pezzo a beneficio di tutti, utilizzando con più parsimonia e consapevolezza i propri device e facendo le opportune manutenzioni.

Potete fare la valutazione dell’impatto dei vostri siti a questo link  https://www.avantgrade.com/quanto-inquina-il-tuo-sito-web

[thanks to Milan Seitler for image][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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