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Franco Pistono

[/split_line_heading][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” centered_text=”true” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]Che ruolo gioca la dimensione estetica nelle strategie di conservazione delle specie a rischio? Qual è il nesso tra bellezza naturale e tutela della biodiversità? Che cosa sono le environmental humanities e in che modo è possibile impostare un discorso interdisciplinare sulla crisi ecologica?

Seguendo questo bel ciclo di seminari organizzato dall’Università di Firenze, ho avuto modo di entrare nel vivo di questi interrogativi, con approfondimenti di grandissimo interesse, condotti da docenti ed esperti di tutto rilievo e moderati dall’ottima professoressa Mariagrazia Portera.

Molte le tappe, tutte dense e ricche; ne riprendo una in particolare, così da stuzzicare un po’, invitando tutti ad approfondire.

Mi riferisco al talk del 6 maggio scorso, dal titolo “Un esempio di ecologia letteraria: Flight Behavior di Barbara Kingsolver”, tenuto dalla professoressa Daniela Fargione dell’Università di Torino.

Le quasi due ore di intervento sono godibilissime e le straconsiglio; dunque non entro nel merito, così da non rovinare la sorpresa ai curiosi che ne assaporeranno il succo.

Riprendo però volentieri l’apertura – con la breve riflessione tanto cara a chi, come me, pur se amante dell’ambiente e attento alla scienza che lo indaga, viene da un percorso umanistico – la quale ruota intorno all’esigenza di un auspicato, sincero e fecondo dialogo tra le discipline. “Deve essere intrapresa – sottolinea subito Daniela Fargione – la strada dell’incrocio di saperi, dell’incrocio di sguardi, dell’incrocio soprattutto di linguaggi”.

Per chi volesse andare oltre, suggerisco di considerare anche “Trees in Literatures and the Arts”, citato nel corso della conferenza, con l’annotazione che ogni singolo seminario del ciclo resta a disposizione di tutti su YouTube, grazie all’attenta organizzazione dell’ateneo fiorentino.

A chiudere, un estratto di un articolo scientifico di Mariagrazia Portera (testo in inglese, mia la traduzione): “L’argomento fondamentale […] che alimenta la ricerca nelle discipline umanistiche ambientali è che gli urgenti problemi ambientali che vanno dal geologico al biologico sono anche questioni essenzialmente sociali e culturali (Oppermann, Iovino [2017])”.

Insomma, molti gli intrecci e gli stimoli da esplorare, con l’augurio di una piena, profonda immersione nelle environmental humanities!

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