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Alessandra Melucci

[/split_line_heading][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” centered_text=”true” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]È un momento storico di grande cambiamento. C’è movimento, c’è fermento, la gente si parla, si scambia, si aggrega, c’è un crescente comune bisogno di fare la propria parte per qualcosa di percepibile ma ancora in formazione. La sensazione è quella del momento in cui tra una sponda e l’altra di un fosso, si resta sospesi nel salto chiedendosi se si arriverà all’altra riva e come.

In questa sospensione si organizzano nuove forme di pensiero e di azione che sempre più parlano dell’emergere della consapevolezza che la natura è importante, ma non è più solo questo. La percezione che anche noi esseri umani siamo natura e che volente o nolente partecipiamo ai processi globali del sistema Terra, si diffonde e il concetto di una comunità terrestre unita da un destino comune si manifesta nelle più diverse iniziative. L’idea dalla stretta interdipendenza tra esseri viventi è antica, quanto rivoluzionaria per il pensiero occidentale che ha fatto della natura oggetto di uso e consumo votato al benessere delle persone, di alcune persone.

Un segno a mio avviso molto significativo di questo passaggio è la rivoluzione che sta prendendo forma nell’ambito del diritto ambientale.

Tra il 2008 e il 2009, l’Ecuador e la Bolivia riconoscono per la prima volta nelle rispettive costituzioni i diritti della natura. Questo atto investe la natura di un’identità giuridica facendola passare da oggetto a soggetto avente diritto. Così recita l’articolo 71 della Costituzione dell’Ecuador:

“La natura o Pacha Mama, dove si riproduce e si realizza la vita, ha diritto a che si rispetti integralmente la sua esistenza e al mantenimento e alla rigenerazione dei suoi cicli vitali, strutture, funzioni e processi evolutivi”.

Nel 2014 è nata la Global Alliance for the Rights of Nature che ha istituito i Tribunali per i diritti della natura. In questo contesto la natura non è più oggetto per il quale decidere, a livello normativo, il grado di tutela o di sfruttamento, ma diventa soggetto attivo del processo giuridico, attraverso la rappresentanza del popolo o comunità che se ne assume l’autorità legale. In quanto parte della natura, possiamo dare voce al suo diritto di esistere, durare, mantenersi e rigenerare i propri cicli vitali, sempre più consapevoli che questi sono anche i nostri.

E così come dal riconoscimento dei Diritti umani si sta passando al riconoscimento dei Diritti della Natura, un processo parallelo sta portando al riconoscimento del reato di ecocidio presso la Corte Penale Internazionale. Danneggiare la natura comincerà a essere considerato alla stessa stregua di un genocidio o un crimine contro l’umanità e ad avere lo stesso peso legale.

Si tratta di segnali forti del cambiamento in corso, del riconoscere che il benessere non può che riguardare l’intera comunità dei viventi. Si tratta di passaggi di consapevolezza che stanno fornendo strumenti concreti per accompagnare il salto e preparare l’atterraggio sull’altra sponda del fossato.

 

https://www.dirittidellanaturaitalia.it/

https://www.rightsofnaturetribunal.org

https://www.stopecocidio.it/

[thanks to Guillaime de Germain for image][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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