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Cristina Converso

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Abbiamo superato un mese di aprile, che dalle mie parti è stato assai piovoso, tuttavia, puntuale come ogni anno dal giorno di San Marco, il 25 aprile, il cuculo è tornato a cantare nei boschi. Per qualche settimana avremo questo gradito privilegio, poi il canto cesserà fino al prossimo anno. Rigoni Stern adorava questo simpatico compagno del bosco, lo citava nei suoi romanzi perché lo traghettava dall’inverno alla primavera, che come ben sapete, in alta quota arriva un tantino in ritardo. 

Veniamo a noi, dunque, all’argomento di questo mese, dove molti di noi si dedicano al giardinaggio, un metodo di approccio utile a sondare sé stessi e il mondo. Un momento per dedicare tempo a curare qualcosa che potrebbe anche vivere più a lungo di noi, come un albero ad esempio.

Ebbene, negli ultimi anni l’editore Bollati e Boringhieri mi ha fatto il dono speciale di ristampare tutti i romanzi della Von Armin, o forse dovrei dire Mary Annette Beuchamp, cugina di Katherine Mansfield, (chissà cosa si dicevano nelle feste comandate – avrei tanto voluto essere una mosca, accidenti!) e amante di H.G. Wells, così giusto per non farsi mancare nulla!.

Vi consiglio di leggere tutta la sua opera, tutti i romanzi della Von Armin sono godibili e sagaci, adoro il suo humor! 

Qui, oggi, ci concentriamo su “Il giardino di Elisabeth”. 

All’inizio credevo davvero di leggere il resoconto di una contessa alle prese con l’operosa attività del dover progettare e realizzare il giardino della villa, invece, poi d’un tratto mi è venuto il dubbio: ma sta parlando di giardinaggio o di scrittura?

Progettare un giardino con attenzione agli effetti scenici, colori, tempi di fioritura differenti, con cui sorprendere, emozionare, chi guarda? O forse parla di linguaggio, di scrittura? Le due attività si confondono tra di loro, mentre a noi presenta il giardino, in realtà cela nella sua mente le tecniche per la preparazione di un’opera. 

Anela la solitudine, meravigliosa, “la beatitudine di starmene sola com’ero sola allora!” scrive. La solitudine che gode nel giardino è la medesima che anela quando scrive. 

Per chi ama scrivere, infatti, la solitudine è ricca, piena, sublime.

Il giardino, i tempi delle fioriture, gli alberi, tutto richiede pazienza e dedizione, proprio come nella scrittura. 

Ma leggiamo le sue parole: “È là che tutti i miei peccati e le mie stupidaggini sono perdonate, là che mi sento protetta e a mio agio, e ogni fiore, ogni erba è un amico e ogni albero è un amante. Ha mai avuto una donna così tanti amici? E sempre gli stessi, sempre pronti a darmi il benvenuto e a colmarmi di pensieri gioiosi.”

Ruba il tempo per ciò che davvero conta per lei, studia il plot del giardino, o le scene di un romanzo, qui tutto si confonde alla perfezione. La scrittura è tecnica rigorosa, come il giardinaggio.

“Spesso mi sono chiusa a chiave da sola in una stanza, lasciando fuori tutti i miei doveri non ancora portati a termine, per studiare i cataloghi dei fiori e compilare la mia lista dei semi e degli arbusti e degli alberi della primavera. Con il Dovere che ringhia astioso dall’altra parte della porta”.

“Sono settimane che lo sto progettando, ed è tutt’altro che finita. Voglio che sia una successione di magnificenza da maggio fino al gelo”.

Pazienza, nessuna eccitazione, sapere aspettare. Così nasce un grande scrittore!

“Non lasciatevi mai prendere dall’eccitazione. Non mostratevi contente, interessate, e soprattutto non mostratevi impazienti. Su ogni tratto del vostro volto dovrebbe essere dipinta una calma indifferenza. Siate distaccate, languide e riservate”.

Accettare le critiche sincere.

“Ama anche la scortesia, perché la scortesia spesso è verità”.

Quando pensi di aver raggiunto la meta, ricordati che puoi solo migliorare.

“Quando raggiungi un piccolo paradiso, momento felice ricorda che ogni paradiso ha il suo serpente”.

Terminata la lettura del romanzo, non ho più dubbi, parlava di scrittura, ma molto ben celata, per pochi eletti. Tuttavia, ogni strada è quella giusta per raggiungere l’illuminazione, a maggior ragione quella che passa attraverso un giardino, un parco, un bosco!

Dimenticavo, nelle pagine incontrerete anche L’uomo della collera, suo marito. Non vi dico il perché di questo appellativo, scopritelo da soli, vi posso solo dire che lo amava!

Buona lettura a tutti e non scordate il mio motto “Lettura e Natura, ma senza premura!”

Un caro saluto a tutti, e visitate il sito “Lettura e Natura” e, se avete piacere, leggete i miei romanzi.

https://cristinaconverso.altervista.org/[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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