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Alessandra Melucci

[/split_line_heading][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” centered_text=”true” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/3″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” bg_image_animation=”none”][vc_column_text]Ruspa che scava, affonda nel terreno, sventra il prato e chiassosa trasferisce terra e pietre da lì a là. Incurante e ignara di ciò che sta maneggiando, degli equilibri che si stanno rompendo ad ogni gesto, ad ogni manovra. 

Dall’altra parte del sentiero, di fronte allo scavo, con un gruppo di venti bambini di scuola materna ci inoltriamo nel bosco. Ci sono due alberi che custodiscono l’ingresso, due colonne a sorreggere una porta che con la fantasia abbiamo imparato a vedere. Davanti a questa soglia ci fermiamo e, nel rispetto degli abitanti che andremo a incontrare, bussiamo chiedendo il permesso: “Toc toc…posso entrare?” Qualche istante di attesa: “Ha detto di sì!!!” e così uno dopo l’altro bambini e bambine vengono accolti dal bosco, dalle molte specie di alberi, arbusti, insetti, uccelli.
E anche suoni, colori, forme, odori, sapori…e sicuramente da folletti, elfi, fate e gnomi. È incontro e meraviglia. 

Ma quanta strada c’è tra la ruspa e il nostro ingresso nel bosco? Pochi passi, ma distanze infinite di consapevolezza. Una consapevolezza che fortunatamente sta crescendo nel tempo e cambiando la nostra percezione della natura: da bellezza paesaggistica che si tutela per il suo valore estetico, a specie sempre più rare che si preservano da caccia e catture, a insieme di habitat di cui garantire la sopravvivenza con leggi che tengono distante l’onda dell’antropizzazione, per arrivare oggi a comprendere che la natura è una rete di relazioni tra specie e tra queste il loro ambiente. Una rete che non andrebbe interrotta, di cui è necessario garantire continuità fisica affinché si possano mantenere le funzioni ecologiche fondamentali che garantiscono le condizioni necessarie alla vita sulla Terra. Queste funzioni, oggi note come servizi ecosistemici, sono compromesse nel 60% degli ecosistemi esistenti, secondo gli studi del Millennium Ecosystem Assessment del 2001 perché pezzo dopo pezzo gli ingranaggi di questo magnifico sistema, si stanno estinguendo, spezzando i fili che tengono insieme la rete della vita.

Finalmente stiamo comprendendo più a fondo il valore della biodiversità e le relazioni che rendono la specie umana inscindibile dalle altre e per questo corresponsabile nel partecipare ai servizi ecosistemici. 

Allora in questa giornata, in cui celebriamo “la varietà di specie di animali, piante, funghi e microrganismi, la diversità genetica all’interno delle singole specie, la diversità degli habitat nonché le interazioni tra questi livelli e al loro interno” (da Strategia della biodiversità Svizzera), dobbiamo chiederci come vogliamo continuare ad abitare la Terra: con la ruspa o bussando e chiedendo il permesso per capire, con umile curiosità, come ci è possibile vivere insieme nella casa che abbiamo creduto solo nostra e che, ogni giorno di più, scopriamo di abitare insieme a irrinunciabili e preziosi coinquilini.  

[thanks to Gerold Hinzen for image][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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