Franco Pistono

“L’oceano è la linfa vitale del Pianeta: il mare genera il 50% dell’ossigeno che respiriamo, regola il clima, assorbe la maggior parte dell’anidride carbonica da noi prodotta e rappresenta, per metà della popolazione mondiale, una vitale fonte di sostentamento.

La nostra esistenza dipende dal mare, ovunque noi siamo, e proteggerlo significa proteggere la vita e il futuro del pianeta”.

 

Abbiamo già incontrato Mariasole Bianco in un articolo di gennaio e riprendiamo sia lei che il suo appassionato impegno per parlare della petizione appena lanciata sul sito 30×30.it, della quale il corsivo introduttivo rappresenta una porzione.

 

Per dirla in breve, si chiede all’Italia di assumere ufficialmente l’impegno di salvaguardare l’oceano, proteggendo almeno il 30% dei propri mari entro il 2030.

Come? Investendo sulle Aree Marine Protette (AMP).

Queste realtà sono infatti il miglior strumento che abbiamo a disposizione, dove la biodiversità viene tutelata in un’ottica di sviluppo sostenibile, in modo che le bellezze del mare e le sue risorse siano fruibili anche per le generazioni future. Se correttamente gestite, le AMP sono in grado non solo di produrre benefici ecologici ma anche di diventare un importante volano di sviluppo economico e sociale per il nostro paese.

 

Un breve video ci porta nel cuore del progetto; dura poco più di un minuto ed è chiaro come una spiaggia caraibica, una piccola perla in cui c’è tutto ciò che serve per capire, e agire.

 

Molti di noi, pensando ai giorni più felici dell’esistenza, dall’infanzia alla maturità, di certo li associano al mare; ai suoi profumi, al fragore delle onde, ai tramonti sulla spiaggia, alle schitarrate davanti ai falò e ai sapidi baci: quanto ci ha dato il mare, senza nulla esigere in cambio?

È tempo di restituire un’oncia di quella bellezza, con una firma alla petizione, inoltrandola poi alle persone care o – perché no? – a tutti i contatti e, magari, aggiungendo un piccolo contributo, un sostegno più concreto.

Insomma, aderiamo a questa azione con coraggio, saltiamo, buttiamoci dentro… perché in fondo amare è sempre un po’ a-mare: tuffarsi!

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