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Cristina Converso

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Tutto intorno a noi è “paesaggio”.

Tra il 1899 e il 1926, Rainer Maria Rilke lavorò, tra le altre cose, ad alcuni scritti sul paesaggio. Morì proprio nel 1926 e dedicò le sue ultime energie alle esperienze di carattere naturale, in cui l’anima più si espande. È stato uno dei maggiori poeti di scuola tedesca, una delle prose più alte del Novecento, che scrisse con grande umiltà frasi come questa: “dobbiamo diventare bambini, se vogliamo raggiungere il sublime”. Nulla dunque di più vicino alla filosofia che alimenta Plant for the Planet, solo un secolo prima!

Tra gli scritti sul paesaggio, ce n’è uno che mi è caro e vorrei condividerlo con voi. Si intitola “Esperienza”.

Il poeta cammina in giardino, avanti e indietro, dice lui, con un libro in mano. Quando si trovò ad appoggiare le spalle alla forcella di un arbusto, e in tale posizione si sentì così gradevolmente sostenuto che rimase immobile, immerso nella natura, in una contemplazione quasi inconsapevole.

A poco a poco si fece attento a una sensazione mai provata: era come se, dall’interno dell’albero, vibrazioni quasi impercettibili passassero in lui… era sorpreso, anzi commosso, dell’effetto che quel flusso incessante produceva su di lui… il suo corpo era considerato in un certo qual modo come un’anima e reso capace di accogliere quel flusso tanto sottile.

E ancora.

Trovò un’espressione soddisfacente rispondendo a se stesso che era passato dall’altra parte della natura.

La citazione potrebbe proseguire, sono scritti di parecchie pagine, che vi lascio il piacere di leggere, se vorrete, da voi. Ma la meraviglia sta nel fatto che, nel proseguire, tutto il giardino diventa parte della sua anima, dagli alberi allo sguardo ceruleo di una pervinca che lo raggiunge ora in modo spirituale. Una totale completa immersione in natura e un divenire graduale parte di essa, tanto da poter comunicare.

E noi, siamo capaci di passare dalla parte della natura? Sappiamo ancora diventare bambini e lasciarci vivere da emozioni che per molti sono ridicole, stupide?

Siamo in grado di stare sdraiati su di un prato e diventare erba?

Abbiamo il coraggio di essere poeti?

Buona metamorfosi a tutti, e se avete piacere potete leggere “Del paesaggio e altri scritti”, Rainer Maria Rilke – Adelphi.

Un caro saluto a tutti e non scordatevi di visitare il mio sito!

https://cristinaconverso.altervista.org/

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